Tutto l’inglese


Negli scorsi mesi, complice la rivoluzione nell’arredamento di casa che è iniziata dopo la nascita di Pietro, io e mia moglie abbiamo messo in moto un drastico ricollocamento dei nostri amati libri. Lo abbiamo fatto nel momento in cui il piccolo ha conquistato la posizione eretta e ha cominciato a insidiare i ripiani inferiori della libreria che occupa una parete del soggiorno.

Ogni due per tre Pietro afferrava uno o più volumi, li sbatteva sul tappeto e cominciava a sfogliarli. Devo dire che non ha quasi mai fatto danni, raramente ha strappato pagine. Più spesso le ha stropicciate, per vedere l’effetto che fa, come cantava Jannacci. Hai voglia a dirgli “No, tu no!”. Lui continuava imperterrito.

Svuotati i primi due ripiani del soggiorno, abbiamo poi eliminato la libreria che stava nello studio, oggi trasformato nella cameretta di Pietro. Si è quindi reso necessario un viaggio all’IKEA di Padova, per attrezzare la parete della stanza degli ospiti con una sobria, essenziale e candida Billy. Tre moduli larghi ognuno 80 centimetri (in totale 240), alti ben 237 centimetri. In sostanza un grande quadrato, se visto frontalmente.

Tanti ripiani, tanto spazio per ricollocare i libri sfrattati dal soggiorno e per aggiungerne altri rimasti privi di alloggio. Ovviamente i ripiani più bassi sono nascosti dietro tre coppie di ante che rimangono chiuse grazie ad un ingegnoso sistema made in Sweden. Mi correggo: designed in Sweden and made in China.

Nella nuova Billy ha trovato una nuova casa la mia piccola biblioteca londinese, a cui ho dedicato un post un paio di anni fa. Impossibile separarmi dalle mie guide, dalle monografie, dai saggi e dai libri fotografici dedicati a Londra.

Lo spazio in più guadagnato con la Billy mi ha inoltre permesso di tirare fuori da uno scatolone della cantina i nove volumi, il dizionario e le 72 audiocassette di un corso di lingue che mi accompagna fin da quando ero piccolo.

“Tutto l’inglese” uscì a fascicoli nel 1979 e quindi mio padre lo acquistò quando avevo più o meno l’età che ha oggi mio figlio. Questa coincidenza mi ha fatto riflettere sul fatto che la genitorialità si è decisamente evoluta, negli ultimi decenni, soprattutto dal punto di vista maschile. Con un marmocchio di un anno e mezzo in giro per casa, mio padre trovò il tempo di dedicarsi allo studio di una lingua, mentre io, quando arrivano le dieci di sera, ho già bevuto la mia tisana al finocchio e mi schianto nel letto per farmi qualche ora di sonno.

Altri tempi, altri ritmi, molta invidia per mio padre. Che però ringrazio infinitamente, perché “Tutto l’inglese”, insieme al già citato “Qui Londra”, ha l’enorme merito di avermi fatto scoprire la capitale inglese prima ancora di metterci piede. L’ho già raccontato più volte: la mia infatuazione per Londra e più in generale per tutto ciò che sta al di là della Manica nacque grazie ai libri, soltanto più tardi feci il mio primo viaggio, una vacanza studio quando avevo già 15 anni. Senza esserci mai stato conoscevo a menadito la topografia della città, i nomi delle strade, la forma dei parchi.

Dopo aver collocato sullo scaffale i nove pesanti tomi del corso, gli altrettanti raccoglitori con le audiocassette e il corposo dizionario (una riedizione del prestigioso Webster’s Dictionary), ho potuto approfondire le origini di “Tutto l’inglese”.

“Realizzato dalla Divisione Grandi Opere della Armando Curcio Editore” (così si dice nelle prime pagine), è in realtà la versione italiana di un corso sviluppato negli anni ’70 dalla BBC in collaborazione con una casa editrice spagnola conosciuta per le sue enciclopedie, Salvat Editores.

In quel periodo, in tutto il mondo, era un continuo fiorire di corsi di lingue a fascicoli, che combinavano i classici testi fatti di dialoghi, grammatica ed esercizi con le opportunità offerte dalle nuove tecnologie: prima i dischi in vinile e più tardi le audiocassette. Era così possibile ascoltare la pronuncia corretta di ogni parola. “The book is on the table”.

La collaborazione tra BBC e Salvat Editores aveva evidentemente lo scopo di vendere il corso a un bacino di utenti enorme: non soltanto la Spagna ma buona parte dei Paesi dell’America Latina.

Armando Curcio Editore acquistò i diritti per l’Italia e si limitò a tradurre nella nostra lingua le parti di testo in spagnolo.

La presentazione del corso è però molto accattivante:

TUTTO L’INGLESE vuole insegnarle nel modo più facile e piacevole la lingua parlata da oltre un miliardo di persone, una lingua viva, di tutti i giorni.
TUTTO L’INGLESE le dà modo di studiare in qualunque momento di tempo libero, impegnando la sua attenzione, ma senza fatica, e divertendola persino col sottile humour inglese. Nel nostro corso infatti è stato eliminato ogni aspetto noioso e stancante: lei apprenderà l’inglese piacevolmente, giorno dopo giorno, quasi senza accorgersene.
TUTTO L’INGLESE è nato dalla collaborazione fra la British Broadcasting Corporation, la famosa istituzione culturale britannica che si occupa della diffusione in tutto il mondo della lingua inglese, e la Armando Curcio Editore.
La British Broadcasting Corporation, istituita da un decreto reale, è destinata a realizzare il servizio pubblico di radiodiffusione per la Gran Bretagna e l’estero ed ha in questo campo più di trent’anni di esperienza, con la consulenza dei più insigni professori britannici che hanno insegnato l’inglese in tutto il mondo e con i più moderni accorgimenti tecnici della radio e della televisione britannica.
TUTTO L’INGLESE che viene proposto oggi è il più moderno dei corsi della BBC. Garantisce un veloce apprendimento della lingua inglese parlata, ma soprattutto è un corso divertente da seguire, è la dimostrazione che una lingua può essere imparata in modo piacevole, con naturalezza e allegria.
TUTTO L’INGLESE offre degli strumenti di eccezionale qualità didattica. Il testo, con splendide foto e disegni a colori; le cassette, da ascoltare dovunque, anche in macchina o a casa con gli amici; il celebre Cassell’s dizionario italiano-inglese e inglese-italiano, e l’eccezionale novità della Revelation pen ®, uno straordinario « assistente » sempre al suo fianco per correggere gli errori.
Complimenti per lei che si accinge allo studio della lingua inglese; siamo sicuri che il nostro corso sarà il più bravo, veloce e simpatico degli insegnanti privati.

L’Editore

La Revelation pen ® citata nella presentazione merita un piccolo approfondimento.

Purtroppo la mia è andata perduta ma ricordo che la ritenevo un oggetto miracoloso: alimentata da una ministilo, aveva il superpotere di dirti se avevi azzeccato o meno la risposta giusta. La sua punta si illuminava se premevi il pallino nero corretto.

Inutile dire che non ho mai finito il corso. L’ho iniziato innumerevoli volte e l’ho sempre abbandonato dopo poche lezioni. Il motivo è piuttosto semplice, credo. Non sono affatto costante in questo genere di cose ma penso anche che l’apprendimento di una lingua sia molto più efficace attraverso un corso in presenza e soprattutto praticandola sul posto.

Sfogliare i volumi del corso, cosa che ho fatto dopo anni, mi ha però suggerito di lanciare una nuova edizione di Scerloccami questa!.
All’interno del corso ho trovato parecchie fotografie che mi sono sembrate perfette per uno scerloccamento e quindi ho deciso che nei prossimi mesi mi piacerebbe proporne tre alla volta, sfidando voi lettori.

Posso anticipare che una parte le ho già analizzate e risolte, altre sono ancora un mistero totale e quindi potreste aiutarmi a dipanare la matassa.

Cominciamo subito con le prime tre fotografie.

Fotografia #1 – In quale strada di Londra è stata scattata?

Clicca qui per la versione in alta risoluzione.

Fotografia #2 – A che epoca risale l’immagine? Vince chi si avvicina di più.

Clicca qui per la versione in alta risoluzione.

Fotografia #3 – Conoscete la storia di queste imbarcazioni attraccate al Westminster Pier?

Clicca qui per la versione in alta risoluzione.

Leggerete le (mie) soluzioni tra una settimana. Nel frattempo scrivete le vostre, inviando un’email all’indirizzo postmaster@thelondonerd.com

A pensarci bene, non posso biasimare mio padre per essersi dedicato allo studio dell’inglese, in quel lontano 1979. 47 anni dopo, nonostante un figlio che richiede costantemente le mie attenzioni, sto trovando il tempo per impegnarmi in un’attività totalmente inutile ai fini pratici ma decisamente spassosa. Vi assicuro che lo faccio la sera, quando lui va a dormire. E dovrei fare lo stesso anch’io.

Non ci sarà una Revelation pen ® a confermare l’esattezza dei nostri scerloccamenti ma sono convinto che ci divertiremo ugualmente.


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4 thoughts on “Tutto l’inglese”

  1. Ricevo sempre con molto piacere la tua “Newsletter” e apprezzo sempre molto i tuoi commenti arguti e spesso divertenti.
    Abbiamo in comune una passione incontenibile per Londra. Io conservo tuttora il libro di testo di inglese usato alle Scuole Medie. A undici anni esaminavo attentamente la piantina di Londra inclusa nel testo. Mi recai a Londra a 17 anni e ricordo ancora l’emozione che provai scoprendo i luoghi che amavo sin prima di vederli! Adoravo i suoni di quella lingua così diversa dalla mia e in seguito decisi di iscrivermi al Liceo Linguistico. Trascorsi poi un anno intero a Londra per approfondire lo studio della lingua. Oggi insegno e Londra rimane il mio luogo dell’anima.
    Sono stata prolissa, ma Londra è unica!
    Attendo i tuoi prossimi scerloccamenti!
    Un saluto cordialissimo, Mariangela

    1. Ciao Mariangela, grazie per le belle parole. Domenica esce la (mia) soluzione agli scerloccamenti. E 3 nuove fotografie su cui lavorare!
      A presto!

  2. E chissà cosa penserà quando crescerà, Pietro, del modo in cui si imparava l’inglese al tempo del nonno, con degli aggeggi di cui gli sarà difficile comprendere la funzione…

    P.S.: quando un eventuale figlio mi chiederà da dove sia nata la mia passione per Londra, non potrò che dirgli che è stato in gran parte merito tuo.

    1. Grazie come sempre per seguire le mie stravaganze e per il tuo P.S. che mi rende molto felice. Domenica esce la (mia) soluzione agli scerloccamenti. E 3 nuove fotografie su cui lavorare!
      A presto!

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