Gli scerloccamenti di Luglio


Un vecchio corso d’inglese, acquistato nel 1979 da mio padre, è uscito dallo scatolone in cui riposava in cantina e si è aggiunto ai libri della mia piccola biblioteca londinese. Ho sfogliato i nove volumi di cui è composto “Tutto l’inglese” e sono riaffiorati i ricordi delle innumerevoli volte in cui da ragazzino ho iniziato il corso, interrompendolo dopo poche lezioni. All’interno di ogni volume, però, ho trovato tantissime fotografie, buona parte delle quali rappresenta Londra. Non necessariamente la Londra delle cartoline. Ci sono anche angoli meno conosciuti, tanti scorci apparentemente indecifrabili. Insomma, fotografie perfette per essere scerloccate, con vari livelli di difficoltà. Ho messo in azione lo scanner e ne ho selezionate trenta, con l’obiettivo di proporvele tre alla volta nei prossimi dieci mesi, da Marzo a Dicembre. Ce la farò? Avrete la bontà di seguirmi in questa stravaganza? Chissà… Intanto ecco la mia soluzione ai quesiti dello scorso mese.

Fotografia #13 – Chi si avvicinerà di più alla data dello scatto?

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Un grande classico degli scerloccamenti: uno scorcio di Piccadilly Circus e delle sue insegne pubblicitarie luminose.

Qui in realtà le luci sono spente, perché l’orologio sponsorizzato da Bulova segna le 12, 37 minuti e 12 secondi. Possiamo fidarci che l’ora sia esatta perché all’epoca il modello Accutron (accuracy through electronics) di Bulova era l’orologio da polso più preciso mai costruito.

Detto questo, dobbiamo avvicinarci il più possibile alla data dello scatto. Parto dall’insegna teatrale parzialmente visibile a sinistra, che indica un teatro a distanza di 50 iarde. E’ il Piccadilly Theatre, che dal 23 Marzo 1976 aveva in cartellone il revival di un vecchio musical di Broadway, “Very Good Eddie”.

Fu replicato fino al 19 Marzo dell’anno seguente.

Mi concentro quindi sulla programmazione del Classic Piccadilly, uno dei cinema di una nota catena che aveva altre tre sale sparse per tutto il West End. La sede di Piccadilly Circus aprì i battenti il 10 Aprile 1966 e continuò per diversi anni la sua attività come cinema di repertorio, proponendo riedizioni di film classici. Nell’estate del 1969, il Classic Piccadilly fece il botto quando “Easy Rider” ebbe qui la sua prima britannica, rimanendo in programmazione senza interruzioni 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per ben nove mesi. Successivamente proiettò molte uscite recenti, oltre a film di genere sexploitation, e offrì spettacoli notturni ogni sera della settimana. Chiuse per sempre il 24 Ottobre 1976 e fu demolito.

“Shivers” e “Cannibal Girls”, i titoli che si intravedono nella fotografia, furono proiettati a partire dal 25 Aprile.

Abbiamo dunque una finestra temporale più ridotta: 25 Aprile – 24 Ottobre 1976.

L’ultimo indizio arriva da una locandina difficilmente decifrabile, che però riesco a individuare sapendo che in quel periodo, in quello spazio, venivano affissi i manifesti dei film programmati all’Empire di Leicester Square.

Consultando vecchi numeri dell’Evening News, il quotidiano di riferimento per i frequentatori di cinema negli anni ’70, trovo il titolo del film: “The Slipper and the Rose: The Story of Cinderella”.

L’Empire lo proiettò per quasi due mesi, dal 25 Marzo al 19 Maggio 1976, quando fu sostituito da “That’s Entertainment, Part 2”.

Ecco quindi la mia soluzione: la fotografia risale ad un giorno qualsiasi compreso tra il 25 Aprile e il 19 Maggio 1976.

Quello che è certo è che erano le 12, 37 minuti e 12 secondi.

Fotografia #14 – Apparentemente è tutto già scritto qui. Ma uno scerloccamento di secondo livello mi ha portato a sud del Tamigi…

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“Uno dei pochi ristoranti in cui poter ballare la domenica”. Non male, come slogan.

Aperta a metà anni ’60 e oggi demolita, la “Villa dei Cesari” fu per lungo tempo uno dei ristoranti più in voga della città. A detta di molti la cucina non era eccelsa ma la location, come avrebbe detto Alessandro Borghese, era decisamente da 10.

Affacciato sul Tamigi, si poteva osservare lo scorrere del fiume attraverso le ampie vetrate, serviti e riveriti da camerieri addobbati da gladiatori che portavano a tavola menu rivestiti di finta lana.

Negli anni ’70, ogni sera, saliva sul palco un gruppo di italiani: “Gianni and the Graffiti”. Gianni era Gianni Mascolo, che dopo un’onesta carriera di musicista in vari locali della penisola e una partecipazione all’Eurovision come rappresentante della Svizzera si trasferì a Londra nel 1969.

E’ il secondo da sinistra sulla copertina di un 33 giri pubblicato con i Graffiti nel 1978. Un album di cover, tutti brani che all’epoca andavano forte e che sicuramente fecero ballare centinaia di coppie sulla pista della “Villa dei Cesari”.

Osservando la copertina, mi sono prevedibilmente intestardito nel voler individuare il luogo alle spalle della band.

E’ un take-away aperto dalle 7 del mattino alle 5 del pomeriggio, fondato nel 1890. Questo è tutto, apparentemente.

Scopro che Gianni e i Graffiti, oltre che alla “Villa dei Cesari” avevano suonato al Barracuda di Baker Street, quindi cerco locali fondati nel 1890 in quella zona, ma senza successo. Poi, non chiedetemi come, compare sul mio schermo questa fotografia.

Scattata nel 1981, quindi tre anni dopo l’uscita del disco di Gianni Mascolo e soci, raffigura lo stesso take-away, che nel 2026 è ancora aperto e con lo stesso nome: Uncle Tom’s Cabin.

Compare anche in una sequenza di “The Knowledge”, film del 1979 ambientato nel mondo dei tassisti londinesi, al minuto 34:35.

E’ stato uno scerloccamento impossibile, me ne rendo conto, questo che mi ha portato a sud del Tamigi, all’incrocio tra Portslade Road e Wandsworth Road.

Fotografia #15 – Questa non è difficile. Ma è molto suggestiva.

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La prima cosa da mettere a fuoco è la presenza di una preziosa schiera di cabine telefoniche disegnate da Giles Gilbert Scott nel 1924: è il modello K2, da non confondere con il successivo e più diffuso K6. Il fatto che ce ne siano ben quattro mi suggerisce che ci troviamo in una zona centrale e piuttosto frequentata della città.

Il grande rosone centrale della chiesa sullo sfondo non mi dice niente, anche se ho la sensazione di esserci passato davanti in più di un’occasione…

Sfrutto allora l’indizio che compare a sinistra, in un edificio art déco subito sotto la testa di un faraone: la scritta “Telephone Rentals Limited”.

La società non si occupava del semplice noleggio di apparecchi telefonici ma forniva attrezzature e servizi di vario tipo per le aziende.

Ho trovato una brochure di otto pagine che mi ha subito fornito la soluzione, all’ultima pagina.

La divisione operativa di Telephone Rentals Limited per la zona centrale di Londra era al numero 233 di Shaftesbury Avenue, accanto alla Bloomsbury Central Baptist Church.

La testa del faraone è ancora al suo posto. Le cabine telefoniche, purtroppo, sono state rimosse da tempo.

Appuntamento al mese prossimo, con queste tre immagini da scerloccare…

Fotografia #16 – Cinque marinai in libera uscita. Dove sono diretti?

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Fotografia #17 – Sapete ricostruire la storia di questo edificio?

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Fotografia #18 – Un’edicola londinese di tanti anni fa. Cosa succedeva a Londra in quei giorni?

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