
Un vecchio corso d’inglese, acquistato nel 1979 da mio padre, è uscito dallo scatolone in cui riposava in cantina e si è aggiunto ai libri della mia piccola biblioteca londinese. Ho sfogliato i nove volumi di cui è composto “Tutto l’inglese” e sono riaffiorati i ricordi delle innumerevoli volte in cui da ragazzino ho iniziato il corso, interrompendolo dopo poche lezioni. All’interno di ogni volume, però, ho trovato tantissime fotografie, buona parte delle quali rappresenta Londra. Non necessariamente la Londra delle cartoline. Ci sono anche angoli meno conosciuti, tanti scorci apparentemente indecifrabili. Insomma, fotografie perfette per essere scerloccate, con vari livelli di difficoltà. Ho messo in azione lo scanner e ne ho selezionate trenta, con l’obiettivo di proporvele tre alla volta nei prossimi dieci mesi, da Marzo a Dicembre. Ce la farò? Avrete la bontà di seguirmi in questa stravaganza? Chissà… Intanto ecco la mia soluzione ai quesiti dello scorso mese.
Prima di iniziare, però, devo tornare al numero 320 di Time Out che lo scorso mese ci ha permesso di datare la fotografia dell’edicola londinese.

In copertina c’era una litografia che rielabora un’immagine risalente allo sciopero generale che paralizzò la Gran Bretagna tra il 4 e il 12 Maggio del 1926. Vi avevo proposto di individuare il luogo della strada attraversata dal blindato.

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Per arrivare alla risposta sono partito dalle insegne dei palazzi sullo sfondo, a sinistra. Si intravedono le scritte “…ORGE KENT LIMITED” e “BLAKEBOROUGH & SONS LTD”.
George Kent Limited, ditta nata nel 1838 come piccola bottega artigiana, si è trasformata nel corso dei decenni in un colosso dell’ingegneria, specializzato in strumenti di misurazione, automazione industriale e forniture militari.
Nel corso dell’Ottocento, intuendo i bisogni delle grandi dimore vittoriane, Kent espanse la produzione inventando e brevettando vari dispositivi “salva-fatica” per uso domestico. Il prodotto di gran lunga più celebre di quest’epoca fu il Kent Rotary Knife Cleaning machine (una macchina a manovella per pulire e affilare i coltelli da tavola), che divenne un elettrodomestico immancabile nelle grandi cucine della borghesia britannica.

L’azienda si fuse nel 1921 con J. Blakeborough & Sons (fondata nel 1866 da Joseph Blakeborough), una grande realtà ingegneristica specializzata principalmente nella progettazione e produzione di valvole industriali per il controllo del flusso dei liquidi e reti idriche.
A seguito dell’unione, le due realtà unirono le forze operando sotto il titolo congiunto di “George Kent Ltd and J. Blakeborough and Sons Ltd” (la scritta che compare nella fotografia del 1926).

La sede londinese si trovava ai civici 199-201 di High Holborn, il luogo dello scatto.
Fotografia #19 – Quasi impossibile datare la fotografia, perché questo luogo, negli anni, non è mai cambiato…

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Ammetto che la sfida, in questo caso, non era così impossibile.
Trattandosi con ogni evidenza dell’interno di un ristorante di un certo livello, è stato sufficiente restringere via via la cerchia dei possibili candidati.
Mi ha comunque colpito scoprire che il ristorante più antico di Londra, Rules, sia rimasto praticamente immutato dai tempi della fotografia.

Vi starete domandando se una cena da Rules per un comune mortale comporti la vendita di un rene. Ebbene, scorrendo i vari piatti del menu, scoprirete che non hanno certamente prezzi da fast food ma non raggiungono le esagerazioni di tanti ristoranti stellati odierni.
Il piatto forte? La selvaggina, in particolare la pernice bianca. La stagione di caccia alla pernice in Inghilterra, Scozia e Galles va dal 12 agosto al 10 dicembre.
Il menu, in quel periodo, avvisa i clienti che la selvaggina da piuma potrebbe contenere pallini di piombo.
Fotografia #20 – Come si chiama oggi questo pub?

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Questo storico pub di Soho si chiama “The Glassblower” e si trova al 40-42 di Glasshouse Street. Costruito nel 1868, l’edificio nacque originariamente come workhouse vittoriana per offrire rifugio e impiego ai cittadini meno abbienti. In seguito una parte della struttura fu convertita in un laboratorio per i maestri soffiatori di vetro legati alla celebre azienda Pilkington Bros. Da qui il nome attuale.
Negli anni ’70, l’epoca dello scatto, si chiamava “Kilt and Celt”. Lo potete verificare zoomando sulle due targhe nere ai lati dell’ingresso, una delle quali annuncia la cucina casalinga al primo piano (“Home Cooked Food”).
L’insegna al neon, quando calava il buio sulla città, faceva apparire l’inconfondibile immagine di “Father William”, il logo della Younger’s Brewery.

Creato originariamente dall’illustratore Alfred Leete negli anni ’20, raffigura un anziano signore sorridente e rubicondo, spesso associato allo storico slogan pubblicitario del marchio, “Get Younger Every Day” (“Diventa più giovane ogni giorno”).

Dal 1905 al 1951, però, questo locale aveva avuto un nome spagnoleggiante: Bodega.
La storia della Bodega Company Limited offre un’affascinante panoramica sulla cultura britannica dei locali e delle bevande tra la fine dell’epoca vittoriana e il XX secolo.
Fondata dal capitano Robert Banks Lavery alla fine del XIX secolo, l’azienda ha rivoluzionato il panorama dei bar nel Regno Unito introducendo le “bodegas” in stile spagnolo: locali con licenza focalizzati sulla vendita di vino, sherry, porto e distillati serviti direttamente dalla botte, accompagnati da spuntini freddi, differenziandosi dai classici pub vittoriani.

Datare la fotografia? Non ho trovato niente circa l’anno di chiusura del “Kilt and Celt” ma mi ha aiutato l’angolo in basso a destra dell’immagine. Si intravedono le celebri insegne pubblicitarie di Piccadilly Circus, in particolare quella di Coca-Cola e quella di Canon.

La multinazionale giapponese occupò quello spazio dal 1978 al 1984, quando fu ceduto a Panasonic che a sua volta lo lasciò a Samsung dieci anni più tardi.

“Tutto l’inglese” uscì nel 1979, pertanto è facile ipotizzare che lo scatto risale a quell’anno stesso o a quello precedente.
Fotografia #21 – Un’animata arteria londinese. Sapete dirmi quale?

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A giudicare dalle automobili l’immagine ritrae una trafficata strada di Londra nei primi anni ’70, catturata con una forte compressione prospettica dovuta all’uso del teleobiettivo.
Prima di tutto ho cercato un appiglio per datare lo scatto e l’ho trovato grazie all’autobus in secondo piano, che riporta la pubblicità di un libro di André Launay, “The Girl with a Peppermint Taste”, che uscì a puntate sul Sun nell’Aprile del 1971.

La forte spinta promozionale offerta dalla serializzazione quotidiana sul giornale fu proprio il motore principale che ne decretò l’immediato successo commerciale, trasformando l’opera di Launay in un bestseller.
L’anno della fotografia mi ha permesso di consultare i tragitti dei due autobus, il numero 88 e il numero 13 (non è il 113 o il 213, che non passavano per Golders Green Station, la destinazione di questo mezzo).
Nel 1971 i bus di London Transport per le linee 13 e 88 attraversavano il centro di Londra.
Partendo da Trafalgar Square, il 13 risaliva verso nord attraversando Piccadilly Circus e percorrendo tutta la celebre curva di Regent Street. Giunto all’incrocio di Oxford Circus, svoltava a sinistra imboccando Oxford Street verso ovest (superando grandi magazzini come D.H. Evans e John Lewis). Proseguendo su Oxford Street fino all’altezza di Selfridges, svoltava a destra in Orchard Street, attraversando poi Portman Square.
Il numero 88 risaliva da Trafalgar Square verso nord, attraversava Piccadilly Circus e percorreva tutta Regent Street. All’altezza di Oxford Circus, svoltava a sinistra imboccando Oxford Street verso ovest. Giunto in fondo a Oxford Street presso Marble Arch, proseguiva lungo Bayswater Road, costeggiando il margine settentrionale di Hyde Park e Kensington Gardens.
Il tragitto comune era dunque questo…

A questo punto mi viene in soccorso una scritta sbiadita in alto a sinistra.

Con un po’ di sforzo si riconosce il nome di uno dei grandi magazzini dell’epoca, oggi scomparso: D. H. Evans, che si trovava al civico 318 di Oxford Street, sul lato nord, quasi in corrispondenza di New Bond Street.
La strada raffigurata nell’immagine è dunque Oxford Street, ripresa guardando in direzione est verso Oxford Circus nei primi anni ’70.
Appuntamento al mese prossimo, con queste tre immagini da scerloccare…
Fotografia #22 – Sapete indovinare di che luogo si tratta?

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Fotografia #23 – Great Windmill Street, Soho. Chi si avvicina di più alla data dello scatto?

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Fotografia #24 – Un luogo oggi scomparso. Quale?

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Fotografia n. 23
Presumo che la fotografia possa risalire ad un periodo compreso tra la seconda metà di marzo e la prima metà di aprile 1972. A tale conclusione sono pervenuto considerando che:
– la commedia “How the Other Half Loves” è andata in scena al Lyric Theatre dal 5 agosto 1970 al 30 settembre 1972, ma Sheila Steafel ha iniziato a recitarvi solo nel dicembre 1971;
– l’abbigliamento dei passanti, dei quali solo uno sembra indossare un giaccone, mentre gli altri sono in giacca, fa ritenere possibile la sussistenza di un clima primaverile, quale quello del periodo suindicato, preceduto e seguito da settimane caratterizzate da temperature molto più basse, se non rigide;
– il film “Freedom for Love” di cui alla locandina del Classic Moulin Cinema, il cui titolo originale è “Ehemänner-Report”, era uscito in Germania Ovest il 20.08.1971; visto il successo di film simili anche nel Regno Unito, è probabile che la versione inglese sia stata approntata per la primavera successiva.
Beh, queste sono le mie opinabilissime conclusioni. Ma è stato divertente…
Complimenti infine per il gradevolissimo ed intelligente blog, che seguo sempre con interesse.