Guglielmo III e l’infida talpa

St James’s Square – Tube: Piccadilly Circus

Qualche giorno fa, immersi nel traffico caotico di St James’s Street ai tempi della Regina Vittoria, siamo stati testimoni impotenti della triste fine del Colonnello Pierpoint.

Il luogo di cui voglio raccontarvi oggi è poco distante. Lo so si raggiunge percorrendo per intero King Street, lasciandosi sulla sinistra la sede principale di Christie’s e un paio di blasonate gallerie d’arte.

In fondo alla strada si apre uno slargo a pianta quadrata, con al centro un giardino delimitato da inferriate di ferro battuto e circondato da un nastro d’asfalto aperto al traffico che corre tutto intorno: siamo arrivati in St James’s Square.

Sulla piazza si affacciano palazzi prestigiosi, sedi di club privati, quartieri generali di multinazionali potentissime e della London Library (da non confondersi con la British Library), di cui un giorno scriverò. E’ un luogo elitario fin dalla metà del diciassettesimo secolo, quando il Re Carlo II rinnovò la locazione di un terreno di 45 acri denominato Pall Mall Field a Henry Jermyn, il primo conte di St Albans. Questi cominciò immediatamente a costruire e la piazza divenne in breve tempo la residenza di un gran numero di aristocratici.

Più o meno in quegli anni, precisamente il 13 febbraio 1689, ascese al trono Guglielmo III, membro della Casa d’Orange-Nassau e marito della cugina Maria II Tudor, figlia del Re Giacomo II.

Questi fu deposto proprio da Guglielmo III, il quale sbarcò in Inghilterra e portò a compimento quella che sui libri di storia prese poi il nome di Gloriosa Rivoluzione, il processo che portò a una monarchia di tipo costituzionale, riconoscendo le prerogative del Parlamento e ponendo dei limiti all’autorità del sovrano.

Al centro del giardino c’è una statua equestre a lui dedicata, opera dello scultore John Bacon Junior, che è qui dal 1808. Il re è rappresentato come un generale dell’Impero Romano, anche se la sua acconciatura è quella che furoreggiava alla fine del ‘600.

È in sella al suo cavallo, Sorrel.

Osservando con molta attenzione la statua, si nota una piccola stranezza…

Tre delle zampe di Sorrel appoggiano sul basamento di bronzo, mentre la quarta (quella anteriore destra) è sollevata, conferendo all’animale una postura elegante e solenne. La zampa posteriore sinistra, però, sembra posare su un piccolo rialzo del terreno.

È l’indizio che ci svela l’insolita causa della morte di Guglielmo III: un piccolo cumulo di terra sopra la tana di una talpa!

Sembra assurdo ma accadde proprio questo: il 21 febbraio 1702 il sovrano era in sella a Sorrel nella sua tenuta di Hampton Court, quando il cavallo inciampò improvvisamente per colpa di una subdola molehill, disarcionandolo.

Re Guglielmo, nella caduta, ruppe la clavicola sinistra. Nei giorni seguenti la frattura causò una polmonite che non gli lasciò scampo: morì a Kensington Palace l’8 marzo.

Qualche mese fa mi trovavo a Bristol e mi sono imbattuto per caso nella statua equestre di Guglielmo III, la scultura a cui si ispirò John Bacon Junior per realizzare quella londinese. Anche qui, sotto la zampa del cavallo, c’è la tana della talpa. Se volete verificare fate un salto anche voi nella città che ha dato i natali a Banksy: la statua è al centro di Queen Square, una delle piazze più belle che io abbia visto in Inghilterra.


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