La beffa di Berners Street

54 Berners Street – Tube: Tottenham Court Road

Era il 26 novembre 1810. Quella mattina, molto presto, un uomo bussò al portone al numero 54 di Berners Street. Di mestiere faceva lo spazzacamino e, quando un’assonnata governante venne ad aprire la porta, le disse che era arrivato il prima possibile e che era pronto a risolvere l’urgenza. La donna sgranò gli occhi e gli rispose che doveva esserci un errore: in quella casa, proprietà di Mrs Tottenham, non c’era bisogno di alcun intervento e che, anzi, tutti stavano ancora dormendo. Detto questo, lo congedò e tornò a letto.

Dopo un quarto d’ora, nuovamente colpi alla porta. La governante aprì e si trovò di fronte un altro spazzacamino, anche lui, a suo dire, giunto sul posto perché chiamato dai proprietari di casa. Dietro di lui comparve un terzo collega, e poi un altro e un altro ancora. In breve tempo, a protestare davanti alla sbigottita governante, c’era una dozzina di spazzacamini che brandivano spazzole e corde.

Nel frattempo gli abitanti della casa erano ormai svegli, a causa del rumore proveniente dalla strada, e così tutti i residenti di Berners Street.

La giornata era appena iniziata. Dopo gli spazzacamini fu la volta dei fornitori di carbone: vagoni interi confluirono contemporaneamente davanti al civico 54, con i facchini che cominciarono a chiedere dove potevano scaricare la merce che era stata ordinata.

Arrivarono i pescivendoli, i panettieri, i medici, i calzolai, i preti e i cuochi. Tutti in gran numero e tutti, come avrete intuito, perché avevano ricevuto per posta la richiesta di bussare a quella porta.

A metà giornata regnava il caos più totale: fu consegnata una dozzina di pianoforti, arrivò un organo trasportato da ben sei energumeni e fu recapitata addirittura una cassa da morto! E poi barbieri, droghieri, artisti, macellai… una processione infinita.

Si era nel frattempo formata una folla enorme di curiosi, tanto che il Lord Mayor fece molta fatica a raggiungere la casa di Mrs Tottenham. Dopo di lui fu la volta di altre celebrità: il Governatore della Banca d’Inghilterra, il Duca di York, l’Arcivescovo di Canterbury. Bastarono pochi minuti a tutti loro per capire che erano stati vittima di una burla e le loro carrozze si allontanarono, facendosi nuovamente strada a fatica tra l’enorme folla.

C’era talmente tanta gente che scoppiò più di una rissa e la polizia dovette bloccare gli accessi ad entrambe le estremità della strada, per non peggiorare ulteriormente la situazione.

A questo punto, ormai il giorno stava per finire, la folla cominciò a disperdersi.

Dalle finestre del palazzo di fronte alla casa di Mrs Tottenham, fin dal mattino, una coppia di amici aveva osservato tutto senza farsi notare.

Quando l’incredibile giornata giunse al termine uno dei due, Samuel Beazley, riconobbe di aver perso la scommessa e pagò all’altro, Theodore Hook, la guinea convenuta. Al cambio di oggi circa settanta sterline.

L’oggetto della loro sfida? Hook aveva scommesso che nel giro di una settimana sarebbe riuscito a trasformare una qualsiasi abitazione londinese nell’indirizzo più chiacchierato della città.

Per farcela, con l’aiuto di due complici, nelle settimane precedenti aveva scritto qualcosa come 4.000 lettere a nome della disgraziata Mrs Tottenham, chiedendo ai personaggi più svariati di recarsi in Berners Street durante la giornata del 26 novembre.

Per gustarsi la scena al meglio, insieme all’amico, aveva affittato un appartamento nella casa di fronte.

Durante la giornata, man mano che la dimensione del putiferio aumentava, Theodore Hook si rese conto che sarebbe stato meglio cambiare aria per un po’. Incassò la vincita della scommessa e riparò in campagna per i successivi sei mesi. Confessò soltanto molti anni dopo di aver ideato lo scherzo.

Oggi la casa di Mrs Tottenham non esiste più, al suo posto c’è il Sanderson, un hotel a cinque stelle recentemente ridisegnato da Philippe Starck.

E Berners Street è una via tranquillissima, nonostante sia una laterale di Oxford Street. E’ buffo percorrerla oggi e pensare che qui si svolse quella che è probabilmente la più grande burla nella storia di Londra.


Ti è piaciuto questo articolo e non vuoi perdere i prossimi? Iscriviti alla newsletter di The LondoNerD: riceverai un avviso via mail ogni volta che un nuovo post sarà pubblicato.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

%d